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Riapertura e novità

Cari utenti, siamo lieti di annunciarvi che lunedì 15 settembre la biblio riaprirà nella nuova sede. Giorni e orari sono gli stessi, con eccezione del venerdì, in cui per il momento rimarremo chiusi. È stata una faticaccia, ma ce l’abbiamo fatta! Mancano ancora un paio di “rifiniture”, ma possiamo comunque essere operativi da settimana prossima. Per cui passate da noi: nel nuovo spazioso locale troverete il solito angolo bimbi, i libri disposti in un ordine più razionale, una nuova sezione dedicata ai libri antichi, da consultare rigorosamente in loco e con cautela (appassionati di antiquariato, vedrete che volumi affascinanti!), e un ampio spazio destinato ai vari eventi che organizzeremo. L’inaugurazione ufficiale è prevista per il 5 ottobre, non abbiamo ancora un programma ufficiale, ma stiamo provando a invitare ospiti importanti che di sicuro vi piaceranno.

Dunque la biblio riapre e con la riapertura arrivano anche le proposte per i nuovi corsi. Per il momento non abbiamo ancora organizzato nulla, ma dopo il successo delle passate edizioni pensavamo di riproporre il corso di acquarello e quello di tedesco livello base. Qualcuno ha lanciato l’idea di un corso di degustazione birra. Su la mano chi è interessato!

Per concludere, anzi, per inaugurare la nuova biblioteca, vi lasciamo con una chicca. Durante il trasloco abbiamo riscoperto le copie originali de “L’Ambrogio”, il giornalino della biblio che venne pubblicato tra il 1996 e il 1998. I volontari scrivevano simpatici articoli sotto pseudonimi su questo periodico che “usciva quando riusciva ed era stampato in proprio”. Se guardate in alto a destra, trovate tutti i numeri de “L’Ambrogio” digitalizzati in formato immagine. Il primo è del 18 febbraio 1996 e venne scritto proprio in occasione del primo trasloco in quella che per noi è oramai la vecchia sede della biblio. I volontari ne parlavano così:

Quando i libri cambiano casa… – Silber

C’è sempre un po’ di entusiasmo, di ansia, di elettrizzata eccitazione quando si fa qualche importante cambiamento. Già da un po’ di tempo, infatti, entrando nel piccolo bilocale della biblioteca [ndr la prima biblioteca si trovava in un locale sotto la scuola elementare], potevo avvertire nell’aria che i nostri piccoli amici Libri non stavano più nella copertina dall’impazienza. Bisbigli soffocati, risatine; una volta ho sentito anche il gridolino di un Vampiretto troppo contento che aveva deciso di traslocare da solo e si era gettato dallo scaffale, per fortuna uscendone incolume.

Insomma, avevano tutti una gran voglia di cambiare casa. Da quando, alcuni mesi prima, l’Ambrogio s’era lasciato scappare una mezza frasetta che riguardava un certo “trasloco della Biblioteca nei locali del Centro Sociale”, e qualche rivista un po’ “origliona” lo aveva sentito, la voce si era propagata alla velocità di un fulmine per tutti gli scaffali. E mentre le Garzantine chiedevano alle Enciclopedie “Mamma, cos’è un trasloco?” e gli spavaldi tascabili improvvisavano sortite fuori dai loro scaffali per cercare di saperne di più, i Vecchi Classici e i Libroni facevano al riguardo lunghe discussioni teoriche fumando e sbuffando polvere dalle pagine ingiallite dagli anni. Diceva il più anziano, il Numero Uno, la Divina Commedia che “la nuova dimora sarà grande, bella, calda, luminosa, sarà per noi il Paradiso, ma dovremo onorarlo, mettendoci a nuovo, dando il meglio di noi stessi”. E il Gran Consiglio assentiva unanime, e ogni tanto piovevano applausi. Ed ogni giorno passava in fremente agitazione, nell’attesa di vedere i primi segni dell’agognata migrazione. Mi ricordo che poche settimane prima del trasloco ci fu un Libro che si rifiutò di essere dato in prestito, incrociò le braccia e mi disse: “No, non ci vado. E se poi traslochiamo quando io sono via? Non voglio perdermi il posto sugli scaffali più belli”. Dovetti spiegargli che comunque la collocazione sarebbe stata fatta in base alla catalogazione esistente e la sua posizione l’avrebbe decisa il computer. A questa parola il Libro inorridì: “Cosa è mai questo COMPUTER?” Anche dagli altri Libri, soprattutto dalla parte dei più Anziani, si sollevarono dei mormorii di preoccupazione. Vi sembrerà strano, ma non riuscii tanto facilmente a spiegare loro cosa fosse e che ruolo avrebbe avuto nella nuova biblioteca. Rimasero tutti molto perplessi e comunque il Libro non ne volle sapere di essere prestato e il povero lettore se lo dovete leggere tutto in biblioteca. Mancavano ormai pochi giorni e l’effetto COMPUTER non sembrava diminuire: tutti i Libri, che prima non aspettavano altro che il trasferimento, ora erano, se non restii, almeno un po’ cauti. Qualche Libro Umoristico, poi, si era divertito a mettere in giro la voce che il COMPUTER fosse una specie di perfido mostro mitologico, che aspettava i Libri nel nuovo locale e strappava le pagine attaccandoli alle spalle, mentre pochi vecchi Libri Religiosi andavano profetizzando che fosse un supremo ESAMINATORE che decideva della sorte di ogni libro a seconda delle sue malefatte. Per fortuna pochi ci credevano, ma non c’era quasi nessuno che mi aiutasse a far capire loro che in realtà il computer avrebbe permesso una catalogazione più funzionale, ricerche più rapide, prestiti più facili, restituzioni garantite e ordine nella loro nuova casa. Niente da fare, non c’era verso! Quasi tutti i libri rimanevano perplessi.

Finalmente mi venne un’idea: presi da casa un bel librone colorato e pieno di fotografie dal titolo “IL PROGRESSO INFORMATICO” e lo portai con me in biblioteca. Strada facendo gli dissi: “So che sei bravo e istruito, inoltre sei nuovo e fai un figurone, vedi di far loro capire cos’è un computer, mi raccomando!”. Lo lasciai sul tavolo e me ne andai. Tornai dopo qualche ora e, sorpresa!, era ancora lì in mezzo, ma tutti gli altri libri si erano avvicinati per ascoltarlo e parevano davvero entusiasti! Un Libricino mi saltò in braccio urlando: “Voglio un Pentium, voglio Internet, voglio il CD-ROM per giocare a DOOM!”.

“Non c’è che dire” mi complimentai col mio libro “Hai fatto proprio un bel lavoro!”.

Da quel giorno fu di nuovo come prima: grandi manovre in attesa del Gran Giorno della migrazione! E quando finalmente, una mattina di dicembre, Danny l’Uomo Fosforescente entrò per portare via gli scaffali, miracolo!, tutti i libri erano già accatastati per terra, in ordine perfetto! E quando li portavamo di là, nella loro nuova casa, un po’ per volta, sembravano non pesare affatto! Qualcuno molto intraprendente sbatteva le pagine (si dice che una copia di Airone abbia effettivamente preso il volo, ma dovrebbe tornare in primavera).

Ci furono solo parole di elogio da tutti i Saggi e le Enciclopedie per come era stato preparato il locale e, in uno slancio di bontà, passai tutto il pomeriggio a insegnare a tutti i libri a ringraziare ogni lettore che scegliesse uno di loro per trascorrere una piacevole serata.

Non so se ci sono riuscito, ma se dopo aver spento la lampada sul comodino sentite una vocina che vi dice “Grazie per avermi letto!”, beh, forse non state già sognando.

Sarà andata davvero così? Non lo sapremo mai, quello che possiamo dirvi però è che i libri di adesso nel nuovo locale hanno tanto spazio in più e maggiore visibilità, per cui non possono che esserne contenti. Allora venite a trovarci, anche solo per curiosare! Magari abbiate un po’ di pazienza all’inizio: anche noi volontari ci dobbiamo abituare alla nuova sede. In ogni caso vi aspettiamo. A presto!

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